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I progetti del COP.

I progetti elaborati dall'OP COP sono sviluppati e portati avanti grazie all'esperienza tecnico commerciale acquisita negli anni e agli ottimi rapporti esistenti con istituzioni, enti di ricerca e operatori commerciali. Lo scopo di tali iniziative è quello di offrire servizi sempre più adeguati ai produttori e di fornire ai consorziati gli strumenti per essere sempre più competitivi sul mercato.

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Una mela rossa

Elenco progetti mese di gennaio.

CONVEGNO -TAVOLA ROTONDA 26/01/2013 - ORTOFRUTTA DEL VENETO RILANCIO O LENTO DECLINO?

VIDEO CONVEGNO

http://www.youtube.com/watch?v=E64gjtrq3Bs

Ortofrutta veneta. La competitività delle imprese e l’aggregazione dei produttori possono rilanciare il comparto. E’ quanto emerso dalla tavola rotonda veronese tra esperti e il Ministro Catania

Verona, 26 gennaio 2013 - Competitività e aggregazione. Sono questi i punti chiave per il rilancio dell'ortofrutta veneta emersi durante la tavola rotonda "Ortofrutta Veneta, rilancio o lento declino?" organizzata dal Consorzio Ortofrutticolo Padano, realtà scaligera che associa 1500 aziende e 15 cooperative, sabato 26 gennaio a Veronamercato.

 

Dopo l'introduzione di Gabriele Tibaldo, direttore del Consorzio Ortofrutticolo Padano, che ha tracciato un'analisi di luci e ombre sulla situazione dell'ortofrutta veneta, è intervenuta Veronica Bertoldo, dirigente dell'assessorato all'agricoltura regionale che ha evidenziato l'importanza del Veneto in ambito agricolo "con 19 OP ortofrutticole, il maggior numero di prodotti DOP e IGP a livello nazionale, il più elevato grado di biodiversità. A seguire Adele Biondani, presidente dell'associazione Banco Alimentare del Veneto ha ricordato l'importanza degli apporti alimentari, specie ortofrutticolo, con 4472 tonnellate di cibo distribuito all'anno a quasi 90.000 persone. L'associazione conta 114 volontari, due magazzini nel Veneto di cui uno a Verona.

 

Fausto Bertaiola, presidente del Consorzio Ortofrutticolo Padano ha detto: "in un momento in cui l'agricoltura tiene il passo nonostante la crisi, ci sono ancora molti problemi da risolvere per i produttori. Si registra nell'ultimo anno un calo di consumi di ortofrutta dell'1,5% e nel territorio veronese, che vale l'80% della produzione ortofrutticola regionale,  c'è una riduzione di produzioni e di superfici coltivate. La melicoltura veronese, ad esempio, vive una situazione di crisi cronica con prezzi praticamente invariati negli ultimi vent'anni ma i costi di produzione sono quasi raddoppiati, la produzione delle pesche si è ridotta del 30%".

 

"Le priorità su cui dovrebbero concentrasi gli sforzi del comparto ortofrutticolo e della politica - ha sottolineato Bertaiola - sono la competitività delle aziende agricole in un mercato europeo unico, dove il prezzo è uguale per tutti e, in un mercato mondiale sempre più globale, il produttore italiano non riesce ad essere concorrenziale per i costi di produzione troppo elevati. Purtroppo, l'equazione più qualità è uguale a più competitività non regge. Servono regole e misure di sostegno affinchè la frutticoltura italiana possa tornare a essere competitiva". "L'altra priorità - ha aggiunto il presidente del Consorzio Ortofrutticolo Padano - riguarda la necessita di accorciare la filiera, troppo occupata da passaggi che sottraggono valore aggiunto alla produzione. E' quindi necessario aggregare la produzione e creare soggetti forti in grado di confrontarsi alla pari con la grande distribuzione. Non è più il tempo per i produttori di restare da soli, è necessario fare rete e mettersi insieme".

 

Paolo Bruni, Presidente CSO, Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara, ha messo in evidenza come sia necessario creare intese tra pubblico e privato poiché "nessuno da solo ce la può fare". "Tutta l'Italia, - ha precisato - non si tratta solo del Veneto, non è riuscita a fare sistema. Cioè a definire una specifica programmazione e controllo delle dinamiche di produzione per governare relazioni di mercato complesse specie di fronte a un mercato globalizzato". "E' necessario per i produttori - ha specificato Bruni - conquistare nuovi mercati ma allo stesso tempo la politica deve intervenire ad esempio per abbattere le finte barriere fitosanitarie. Cosa che ha fatto con la Corea del sud in cui adesso si può esportare il kiwi ma va fatta con altri Paesi come gli Stati Uniti in cui non è ancora possibile esportare mele e pere".

 

Il tema dell'aggregazione è stato al centro della relazione di Ambrogio De Ponti, Presidente Unaproa, Unione nazionale dei produttori ortofrutticoli agrumari e di frutta in guscio, che ha detto "il tentativo che dobbiamo fare è di lavorare insieme e fare sistema. E' necessario anche ridurre la burocrazia. Ad esempio il recente articolo 62, che regola i contratti e i pagamenti, è un chiaro esempio di intervento possibile" "E' importante - ha aggiunto De Ponti - che i produttori italiani siano messi nelle stesse condizioni di competere con i concorrenti stranieri come spagnoli e francesi e che le realtà virtuose italiane che si sono aggregate vengano premiate".

 

In chiusura della tavola rotonda, il Ministro dell'agricoltura Mario Catania ha evidenziato: "Il prodotto veneto è ottimo ma va supportato con strategie specifiche. Infatti, come per il resto d'Italia, il problema è che aumentano i costi di produzione ma non altrettanto i guadagni dei produttori. A parte alcune situazioni di nicchia, è sempre più difficile per il comparto far quadrare i conti delle imprese. Sul mercato c'è un'offerta crescente di prodotti: a quelli nazionali si aggiungono i prodotti esteri tra cui spiccano Spagna, Olanda e Nord Africa. La distribuzione trattiene circa l'80% del prezzo del prodotto. Allora è sempre più necessaria l'aggregazione dell'offerta perché solo in questo modo si può raggiungere una certa massa critica da condizionare il mercato. Inoltre, è importante lavorare sull'origine e tracciabilità del prodotto perché il consumatore è disposto anche a spendere qualcosa in più per comprare un prodotto italiano di qualità e controllato. C'è un lavoro da fare tra politica e produttori anche per recuperare sui consumi. Il vino italiano, ad esempio è riuscito a recuperare con l'esportazione quello che perde internamente; l'ortofrutta ha tutte le capacità per fare altrettanto".

SCHEDE CONDIZIONALITA' REGIONE VENETO

SCHEDE CONDIZIONALITA' REGIONE VENETO

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LA PESCA DI VERONA IGP CONQUISTA L'EUROPA

E' STATO PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE DELL'UNIONE EUROPEA IL RICONOSCIMENTO DI DENOMINAZIONE D'ORIGINE PROTETTA PER LA PESCA DI VERONA IGP CHE SUPERA COSI' LA PROTEZIONE TRANSITORIA DEL MIPAAF E POTRA' FREGIARSI DEL LOGO EUROPEO IGP IN TUTTO IL MONDO.

IL CONSORZIO DI TUTELA PESCA DI VERONA RINGRAZIA TUTTI QUANTI HANNO COLLABORATO E CREDUTO NELL'IMPRESA IN PARTICOLAR MODO LE OP VERONESI, LA CCIAA DI VERONA, LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI, I COMUNI INTERESSATI, I MERCATI ALLA PRODUZIONE.

FAUSTO BERTAIOLA - PRESIDENTE CONSORZIO DI TUTELA PESCA DI VERONA

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